Ce ne siamo privati per anni e finalmente sono tornati: gli spettacolari fuochi per la festa di San Giovanni. O, i fochi, detto alla fiorentina.

Ieri, 24 giugno 2022, il cielo fiorentino si è tinto di mille colori, in occasione della festa del santo patrono della città. L’evento ha avuto luogo alle ore 22.10, dopo una giornata ricca di eventi: dalle cerimonie religiose e civili, alla finale del calcio storico, tenutosi a Santa Croce (vinta dagli Azzurri).

I Fochi

Per circa 40 minuti centinaia di persone, fiorentini e non, hanno tenuto gli occhi incollati verso il cielo per ammirare lo spettacolo pirotecnico offerto dal comune di Firenze. Novità assoluta gli smiles puntellati, i salici piangenti dorati e il tradizionale giglio, simbolo indiscusso del capoluogo toscano

Piccola nota: durante lo sparo dei fuochi, un piccolo albero poco sotto Piazzale Michelangelo (luogo da dove vengono sparati) ha preso fuoco, catalizzando per qualche momento l’attenzione del pubblico. L’incendio è stato prontamente domato.

L’albero “incendiato”

Ad intrattenere il pubblico, sparso su tutto il Lungarno, prima dell’evento, ci ha pensato la Banda della Fanfara della Scuola Marescialli e Brigadieri del Comune di Firenze, diretta da Alessandro Masti.

Come da tradizione, il centro della città è stato chiuso per permettere di guardare da ogni parte questo mirabolante spettacolo, gustando Brigidini e panini al lampredotto.

Bentornato, San Giovanni!

Dal 19 marzo al 31 luglio 2022 la Fondazione Palazzo Strozzi e i Musei del Bargello rendono omaggio a uno dei più celebri maestri del Rinascimento fiorentino e italiano che ha fatto scuola: Donatello ( Donato di Niccolò di Betto Bardi).

A lui è dedicata una mostra storica/artistica che mira a ricostruire, attraverso le sue opere, la lunga carriera di uno dei maestri più influenti e importanti dell’arte italiana e di tutti i tempi, confrontandolo con altri celebri artisti a lui contemporanei come Andrea Mantegna, Masaccio e Giovanni Bellini. Non mancano artisti come Andrea del Castagno e rifacimenti all’arte contemporanea.

La mostra

Lo straordinario viaggio all’interno dell’arte donatelliana è stato curato da Francesco Castiglioti, il quale articola la mostra in due sedi: Palazzo Strozzi e il Museo Nazionale del Bargello. All’interno di queste importanti strutture sceglie di esporre oltre 130 opere, disposte in arco tematico/cronologico: dagli esordi alla vecchiaia.

La mostra si configura come “unica e irripetibile” in quanto contiene sculture, dipinti, disegni, alcuni dei quali sono prestiti unici mai concessi prima, e provengono dai più importanti musei e istituzioni al mondo (quasi sessanta).

L’iniziativa, tra quelle di punta del 2022 a livello nazionale, vanta dei collaboratori d’eccezione come il Victoria e Albert Museum di Londra e lo Staatliche Museen di Berlino.

Palazzo Strozzi

A Palazzo Strozzi, il percorso ripercorre le tappe principali del pensiero e dell’arte di Donatello: dal marmo del David all’ Amore-Attis del Bargello, in bronzo, passando per la celeberrima Madonna Pazzi (in prestito dal Bode-Museum di Berlino). Sono esposti per la prima volta fuori dal contesto originario, il Convito di Erode e le statue Fede e Speranza dalla fonte battesimale del Battistero di Siena.

Non mancano lavori provenienti dal periodo padovano dell’artista (durato un decennio) come il Crocifisso e l’Imago Pietas (la cui posizione degli elementi sarà di ispirazione per molti artisti) provenienti dalla Basilica di Sant’Antonio da Padova. Da Napoli arriva, invece, la Testa Carafa.

E poi ancora le celebri statue dei due San Giovanni Battista: quello “giovane”, in marmo, realizzato per la casa Martelli e quello “maturo”, in bronzo, realizzata a Firenze, in seguito portata dallo stesso Donatello a Siena, dove ora è collocata nel Duomo, all’interno di una cappella a lui dedicata.

Appositamente restaurate per la mostra sono le straordinarie porte bronzee della Sagrestia Vecchia di San Lorenzo a Firenze.

All’interno delle sale, si dispiega il genio del “maestro dei maestri”, un rivoluzionario che, attraverso la sperimentazione dei materiali, nelle tecniche e nei generi si pone come uno degli iniziatori della grande stagione del Rinascimento.

Bargello

Al Museo Nazionale del Bargello la mostra continua con il San Giorgio e il David di bronzo (esposti in maniera permanente) ed, eccezionalmente, la Madonna delle Nuvole, in prestito dal Museum of Fine Arts di Boston. Grande ospite è anche la Madonna Dudley, direttamente dal Victoria ad Albert Museum di Londra.

Per completare il percorso, si consiglia una visita (meritata) a Palazzo Vecchio, dove è esposta Giuditta e Oloferne, una delle grandi opere realizzate da Donatello per casa Medici.

OLTRE 100.000 DI VISITATORI

La mostra, dalla sua apertura del 19 marzo, ha registrato un record di oltre 100.000 di visitatori di tutte le età: si riscontra un buon numero di visite di fascia d’età giovanile, complice il bonus cultura di 500 euro per i diciottenni. Inoltre, al successo, sta contribuendo enormemente, spiega una nota della Fondazione di Palazzo Strozzi, il coinvolgimento social attraverso l’hashtag ufficiale #donatelloilrinascimento e i vari contenuti inerenti, pubblicati sia sulle piattaforme ufficiali sia nei contenuti dei fruitori singoli.

Infine, la critica e la stampa hanno giudicato positivamente l’allestimento delle otto sale di Palazzo Strozzi e del Bargello sia dal punto di vista scientifico, sia dal punto di vista dell’allestimento.

Info

Qui di seguito il link per accedere direttamente al sito della Fondazione per scoprire i prezzi: https://www.palazzostrozzi.org/

Si ricorda che la mostra è aperta tutti giorni (festivi compresi) dalle 10.00 alle 20.00 mentre il giovedì dalle 10.00 alle 23.00. Il giovedì, oltre all’apertura serale, il biglietto ha il costo di 5 euro per i minori di trent’anni.

LUOGO: Nelson Mandela Forum, Firenze.

DUE DATE: 19 e 20 giugno 2022.

Dopo due anni e mezzo di pandemia e tantissimi rinvii, tornano a calcare i palchi dei palazzetti di tutta Italia I Pinguini Tattici Nucleari. La band bergamasca è stata la rivelazione del festival di Sanremo 2020, quando si è esibita con il brano “Ringo Starr”, stregando grandi e piccini con la loro musica indie/ pop. E citazionismo a gogo all’interno dei loro brani.

A marzo dello stesso anno sarebbe dovuto partire un tour nazionale che avrebbe toccato ogni punto della penisola (isole comprese).

Locandina di “Dove eravamo rimasti Tour”

Le date, causa covid, erano state riprogrammate per l’ottobre del 2021 ma la seconda ondata, con conseguente chiusura, ha rallentato ulteriormente l’esibizione, arrivando all’anno seguente. Ciò non ha fermato il loro successo con la pubblicazione di un nuovo album, il 5 dicembre 2021, (“Ahia) e un nuovo singolo a fine maggio 2022, “Giovani Wannabe”. Il brano è da qualche settimana ai primi posti delle classifiche delle radio italiane e di Spotify.

“DOVE ERAVAMO RIMASTI TOUR”: RIPARTIRE

Il tour sintetizza tutta la voglia della band di lasciarsi alle spalle questi due anni di stop di eventi dal vivo (il sale dell’industria della musica) e di ripartire, appunto, “da dove si era rimasti”.

Le prime tre tappe sono state a Treviso, Padova e Brescia. Il 19 e il 20 giugno, i sei ragazzi di Bergamo si sono esibiti nel capoluogo toscano con una doppia data che registrava SOLD OUT da mesi!

Entrambe le due serate sono state emozionanti, sia per il pubblico, contenuto a stento all’interno della struttura, sia per il gruppo.

Lo stesso cantante, Riccardo Zanotti (classe ’94), si è commosso sul palco mentre si accingeva ad eseguire una delle canzoni del momento, “Pastello Bianco“.

IL CONCERTO

In queste due ore (quattro, considerando entrambe le date) i Pinguini hanno regalato al pubblico uno spettacolo unico, ricongiungendosi con un numero grandissimo di fan che hanno partecipato attivamente alla grande festa.

La scaletta dei brani conteneva la storia del gruppo, in attività da dieci anni: dai brani più recenti come “Ridere”, “Giovani Wannabe”, “Pastello bianco”, alla versione acustica eseguita dal tastierista Elio Biffi (anche lui classe ’94) di “Cancelleria”. Poi l’intramontabile “Tetris”, che ha donato loro notorietà nel 2017, e un Medley cosmico con tutte le canzoni vecchie e nuove.

I Pinguini tornano ad abbracciare il loro pubblico e a non separarsene più.

Le successive tappe registrano già il tutto esaurito! La prossima sarà proprio oggi, 23 giugno 2022, a Roma, Palazzo dello Sport.

Un buon divertimento a chi ci andrà stasera!

LA SCALETTA

Ecco, di seguito, la scaletta del concerto dei Pinguini Tattici Nucleari:

Ridere
Nonono
Antartide
Giovani Wannabe
Bergamo
Ringo Starr
Cancelleria
Freddie
Scatole
La storia infinita
Bagatelle
Verdura
Sciare
La banalità del mare
Sashimi
Scooby Doo
Giulia
Ferma a guardare (Ernia cover)
We Want Marò Back
Irene
Lake Washington Boulevard

Tetris
Pastello bianco

Il 14 Dicembre 2021 – per decreto legge – si approvava la proroga dello stato di emergenza nazionale fino al 31 Marzo 2022. Orta che cosa ci dovremmo aspettare a fine mese?

UN PO’ DI NOTIZIE SULLO STATO DI EMERGENZA –Al verificarsi degli eventi che, a seguito  di  una  valutazione speditiva svolta dal Dipartimento della protezione civile sulla  base dei dati e delle  informazioni  disponibili  e  in  raccordo  con  le Regioni e Province autonome interessate, presentano  i  requisiti  di cui all’articolo 7, comma 1, lettera c), ovvero nella loro imminenza, il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente  del  Consiglio dei ministri, formulata  anche  su  richiesta  del  Presidente  della Regione o  Provincia  autonoma  interessata  e  comunque  acquisitane l’intesa,  delibera  lo  stato  d’emergenza  di  rilievo   nazionale, fissandone la durata e determinandone l’estensione  territoriale  con riferimento alla natura e alla  qualità degli  eventi  e  autorizza l’emanazione delle ordinanze di protezione civile di cui all’articolo 25. La delibera individua, secondo criteri  omogenei  definiti  nella direttiva di  cui  al  comma  7,  le prime  risorse  finanziarie  da destinare all’avvio delle attività di  soccorso  e  assistenza  alla popolazione e degli interventi più urgenti…” 

Non può superare i 12 mesi e non può essere prorogato per ulteriori 12!

A COSA E’ SERVITO LO STATO DI EMERGENZA? – Ha fornito poteri “straordinari e snelli” al governo per istituire le misure quali:

  • Zone differenziate (Rossa, gialla, bianca);
  • Distanziamento sociale;
  • Obbligo mascherine.

Salvo l’approvazione di un nuovo decreto legge che cambi le carte in tavola, il 31 Marzo 2022 – almeno dal punto di vista dell’ordinamento giuridico – si dovrebbe ritornare alla normalità!

Il telescopio James Webb, il più grande e potente telescopio spaziale al mondo, lascia la Terra per la sua missione mirata a fare luce sulle prime stelle dell’universo e perlustrare il cosmo alla ricerca di tracce di vita. Frutto di una collaborazione fra la Nasa, l’agenzia spaziale europea Esa e quella canadese, e’ stato lanciato alle 13.20 ora italiana dalla Guyana francese, in Sudamerica, a bordo di un razzo Ariane.

Questo straordinario capolavoro di ingegneria, tecnologia e scienza sarà in grado di osservare lo spazio come mai abbiamo fatto prima d’oggi, per la sua posizione e per la strumentazione di cui dispone. Risponderà a molte delle grandi domande che l’uomo si pone da secoli, permettendo nuovi studi e progetti di ricerca all’avanguardia finora solo auspicati

Il James Webb con il suo specchio di 6,5 metri di diametro sarà in grado di raccogliere molta luce, anche quella più debole e proveniente dall’Universo primordiale. È infatti uno degli obiettivi scientifici del telescopio quello di vedere la formazione delle prime stelle, galassie e buchi neri. Questo sarà possibile perché la luce viaggia a velocità finita, perciò guardando molto in là nello spazio vediamo i corpi celesti come erano al momento dell’emissione della luce che raccogliamo, non come sono ora. Ma il Webb riuscirà a osservare esattamente il Big Bang, ovvero ciò con cui l’Universo è cominciato?

Secondo la teoria cosmologica oggi più accreditata, il cosmo come lo conosciamo sarebbe nato dall’esplosione iniziale di una singolarità, una regione molto densa e limitata di spazio. In essa era concentrata tutta la massa iniziale, che poi sarebbe andata a costituire l’Universo stesso, sotto forma di energia a una temperatura molto elevata. Nessuna radiazione quindi, solo un grumo denso di energia. In un istante iniziale t=0 questa singolarità è “esplosa” e si è quindi espansa in tutte le direzioni, dando origine all’Universo. Questo, secondo i dati forniti dal Planck Surveyor dell’ESA, sarebbe accaduto 13,7 miliardi di anni fa.

Nei primi istanti dopo questo “grande scoppio”, il Big Bang appunto, si è svolta la gran parte dell’evoluzione dell’Universo. La densità è diminuita, la temperatura anche, e questo raffreddamento ha consentito la formazione della materia primordiale. Le prime stelle si sono accese 400 milioni di anni dopo per effetto dell’attrazione gravitazionale della materia. L’Universo era quindi uscito dalla sua era buia (in inglese Dark Age).

Quindi il Webb non potrà osservare il grande scoppio con cui il cosmo è nato. Potrà dirci molto sui primissimi oggetti che sono cresciuti dal materiale del Big Bang, e che potrebbero essere molto diversi da quelli che vediamo oggi. C’è anche la possibilità che siano cresciuti rapidamente e si siano distrutti, così che non se ne troverebbero più le tracce nel materiale recente. Tuttavia i primi milioni di anni di vita dell’Universo sono stati completamente bui. Quindi non c’è nessuna luce da catturare, e il Webb non avrà nulla da osservare nella Dark Age che ha preceduto la formazione delle prime stelle. Questo se la teoria del Big Bang, a oggi la più accreditata, è vera per come noi la conosciamo